Abolito il libretto del lavoro

 

Abolito il libretto del lavoro, sarà sostituito dalla "scheda professionale"   

 

ROMA - Dopo quasi settant'anni di carriera il libretto di lavoro va in pensione.

A collocarlo a riposo è un decreto legislativo pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 gennaio scorso, sulle "nuove norme per agevolare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro"

Il libretto, che per gli extracomunitari veniva rilasciato ai datori di lavoro dalle Direzioni Provinciale del Lavoro, sarà sostituito dalla scheda professionale, una sorta di curriculum che, oltre ai dati anagrafici del lavoratore, conterrà anche informazioni sulle sue esperienze professionali e formative.

Si tratta di una delle novità introdotte dalla riforma del collocamento.
Una riforma tuttora in atto, della quale è possibile scorgere solo le linee guida ed alcuni traguardi intermedi.
L'obiettivo è facilitare l'incontro tra domanda e offerta di lavoro, snellendo il più possibile le procedure e favorendo progressivamente l'ingresso dei privati.

È ovvio che una maggiore efficienza del collocamento faciliterebbe non di poco la vita dei lavoratori stranieri, per i quali la Bossi-Fini prevede un legame strettissimo tra soggiorno in Italia e contratto di lavoro.
Pratiche più snelle per l'incontro tra domanda e offerta eviterebbero, ad esempio, che tanti lavoratori immigrati siano espulsi perché scade il loro permesso "per attesa occupazione", mentre ci sono aziende che hanno un disperato bisogno di manodopera.

Intanto, insieme al libretto di lavoro vanno in pensione anche le liste di collocamento.
Saranno sostituite dall'"elenco anagrafico", indipendente dal luogo di residenza, che registrerà tutti i dati del lavoratore.

Queste informazioni dovrebbero confluire in una gigantesca banca dati nazionale, il S.I.L. (sistema informativo lavoro).
Uno strumento potentissimo che ad esempio permetterebbe ad una famiglia di Milano di contattare una bravissima colf straniera rimasta senza lavoro a Palermo!

(7 febbraio 2003